Altri amici incontrati sul nostro cammino, sono i rappresentanti della Onlus di Torino, Shosholoza (parola zulu che significa “ANDARE AVANTI”). Quando nel nostro primo incontro ci hanno parlato del loro progetto PRGF, Concentrati Piastrinici ad uso non trasfusionale, ci hanno conquistato ed abbiamo deciso di aiutarli.

Innanzitutto è doveroso spiegare di cosa si tratta: è una tecnica innovativa che trova applicazioni in diversi settori medici ed estetici tra i quali la Dermatologia, Ortopedia e la Chirurgia Tricologica per trattare zone interessate da traumi di varia origine.

Questa pratica si basa sull’isolamento e sull’attivazione di tutte quelle particelle responsabili della stimolazione e dell’accelerazione della rigenerazione dei tessuti, prime fra tutte le piastrine e i relativi fattori di crescita. Le piastrine sono prodotte dal midollo osseo e vengono considerate i più piccoli elementi figurati del sangue; esse sono specializzate nei fenomeni di emostasi (bloccano cioè la fuoriuscita di sangue in caso di ferite) e risultano fondamentali nella coagulazione del sangue in quanto, appena a contatto con la lesione, rilasciano una grande quantità di fattori di crescita che vanno immediatamente a risanare la zona colpita.

Specifici fattori di crescita agiscono su specifici organi. In particolare, quando un tessuto viene danneggiato, le sostanze rilasciate dai punti di rottura richiamano le piastrine dal flusso sanguigno a compiere il loro dovere di riparatori; queste ultime, attivate dal contatto col collagene, aderiscono tra di loro e aderiscono allo stesso tempo anche alla parete del vaso sanguigno danneggiato, andando a formare il cosiddetto “tappo emostatico”.

E’ così che si rimarginano le ferite, che siano esse ossee o tissutali.

Le piastrine sono sempre in circolo nel sangue, ma quello della riparazione è un fenomeno temporaneo che si attiva soltanto in seguito a degli specifici segnali di danno alle pareti del sistema circolatorio, e che si conclude quando il tessuto in questione è riparato.

Come si ottiene il PRGF?

Il metodo è molto semplice: basta un normale prelievo di sangue venoso (20-30 cc) dal soggetto che deve sottoporsi al trattamento, sangue che poi verrà trasferito all’interno di provette sterili.

A questo punto le provette vanno inserite in una particolare centrifuga, facendo ben attenzione ad impostare correttamente sia il numero di giri per minuto che i tempi dell’intero ciclo di centrifugazione, per non rischiare di far sedimentare anche le piastrine e ottenere di conseguenza, un plasma povero di piastrine.

Al termine del ciclo di centrifugazione, nelle provette sarà ben evidente la divisione del sangue in 2 diverse fasi: nella parte inferiore si troveranno sedimentati i globuli rossi e i globuli bianchi, mentre nella parte superiore, la più preziosa, ci sarà il plasma misto alle piastrine e ai fattori di crescita concentrati (PRGF).

A questo punto il plasma può essere aspirato da ogni provetta con una normale siringa sterile.

Non resta che iniettare il gel piastrinico nella cute del paziente. E’ bene sottolineare che la vita delle piastrine è alquanto limitata, pertanto è consigliabile effettuare i vari passaggi di questa tecnica nel più breve arco di tempo possibile (circa 30 minuti).

Applicazioni del PRGF

I settori della Medicina in cui si utilizza questa tecnica sono molteplici:

  • in Odontoiatria, per favorire la guarigione delle ferite postestrattive
  • in Ortopedia, per accelerare la cura delle fratture e delle lesioni tendinee
  • in Chirurgia vascolare
  • in Dermatologia per accelerare la guarigione delle ulcere croniche o acute e delle ustioni

Detto ciò, OAF-I intende aiutare Shosholoza a far “volare” il macchinario ovunque esso sia richiesto, per utilizzare i concentrati piastrinici per la cura delle ulcere croniche da lebbra, infezioni, traumi, ustioni.

Lo scopo della loro missione è:

  • fornire materiali e macchinari
  • esportare conoscenza e promuovere localmente terapie che i colleghi possano portare avanti in modo autonomo
  • realizzare una rete di approvvigionamento ad un costo sostenibile per gli ospedali locali

… ed OAF-I vuole aiutarli!