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01/10/2009

POPOLI - Mensile internazionale dei gesuiti



n.10 - Ottobre 2009

La Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù, venuta a conoscenza delle accuse contro il padre Clodoveo Piazza e i suoi collaboratori italiani apparse su alcuni giornali brasiliani e italiani ai primi di settembre, esprime la sua costernazione e il suo stupore. Il padre Clodoveo ha dedicato i migliori anni della sua vita ai poveri e ai bambini di Salvador Bahia, in Brasile, con l'aiuto dei suoi collaboratori laici, ricevendo ampi riconoscimenti in Italia e in Brasile per la sua opera umanitaria. I gesuiti italiani esprimono la loro solidarietà al confratello padre Piazza e ai suoi collaboratori e si augurano che al più presto la magistratura brasiliana faccia luce completa sulle accuse, nel rispetto dei diritti della persona.

Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù

A quanto pare la calunnia nei confronti di missionari sta diventando un gioco sempre più diffuso. Solo pochi mesi fa, infatti, è stato il comboniano Kizito Sesana, attivo in Kenya da molti anni, a finire sulla graticola per accuse di pedofilia mossegli da alcuni collaboratori. Accuse che si sono poi rivelate non solo infondate, ma inventate di proposito per appropriarsi di terreni ed edifici che il missionario aveva acquistato e destinato ai suoi progetti. Il caso di padre Piazza, gesuita noto per la sua generosità e le sue capacità imprenditoriali messe al servizio dei più deboli, sembra ricalcare le stesse orme e vi è il fondato sospetto che le accuse siano la vendetta di qualche potente locale infastidito dall'infaticabile attività del missionario. Siamo convinti che anche la conclusione del caso sarà la medesima e che padre Clodoveo (ora in Mozambico) verrà scagionato da ogni accusa. Intanto gli assicuriamo la piena solidarietà di Popoli.

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